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La storia di Rivarolo è improntata sulla presenza
della dominazione Gonzaghesca sul territorio, di cui
resta ancora traccia nell'antica cinta muraria.La
ricerca storica informa che il primo nucleo urbano
di Rivarolo si trovava in origine ad una distanza di
circa un chilometro dalla posizione attuale, in
direzione Sud-Ovest. In quel luogo esisteva,
infatti, una Pieve circondata da casolari abitati da
pescatori in prossimità del fiume Adda o di un suo
ramo di notevole portata, oggi scomparso. Ciò è
storicamente provato, e ancor oggi si può notare un
consistente avvallamento del terreno per una larga
fascia a Sud del paese e della frazione di Cividale.
A testimonianza dell'antico insediamento esistono i
resti del Molino, posto
sulla riva del canale Delmona e una
lapide tombale custodita
nell'attuale Chiesa Parrocchiale e proveniente
dall'antica Pieve. Il Comune, in tempi ormai remoti,
prende il nome di "Rivarolo Fuori", probabilmente
per essere stato escluso dal dominio della Spagna, a
differenza dell'altro Rivarolo che vi era compreso a
che si chiamò prima "Rivarolo Dentro" e poi "Rivarolo
del Re". A detta di altri l'attributo "Fuori"
deriverebbe dalla lontananza dalla riva del fiume
Oglio, mentre l'altro sorgeva sulla riva stessa.
Dall'anno 1000 in poi il borgo subisce varie
dominazioni (gli Estensi, i Vescovi di Cremona, le
famiglie Dovara, Persico, Mariani, Picenardi e
Cavalcabò). Ai primi del 1400 i Rivarolesi si
sottomettono spontaneamente ai Gonzaga di Mantova.
Inizia il trasferimento della popolazione
dall'antico insediamento verso la zona dove esisteva
un oratorio sul quale fu poi costruita la Chiesa
parrocchiale. Il borgo tende ad ingrandirsi. Proprio
allora il suo sviluppo è radicalmente determinato
dalla figura del Principe Vespasiano Gonzaga. Egli
faceva parte di un ramo cadetto della famiglia e
risiedeva nel borgo fortificato di Sabbioneta, da
lui stesso ideato quale realizzazione del modello di
città ideale descritto nei trattati rinascimentali.
Vespasiano ottenne il potere su Rivarolo dal padre
Luigi Gonzaga. Sia Rivarolo che Sabbioneta facevano
parte di un sistema di piccoli Principati affidati
ai rami cadetti e facenti capi al potere politico di
Mantova. Rivarolo restò tuttavia secondario rispetto
a Sabbioneta, tanto che Vespasiano non esitò ad
abbatterne il castello per costruire le mura della
sua città ideale. Solo più tardi, pentito per aver
impoverito il paese, si impegnò a ricostruirlo. La
nuova distribuzione urbanistica, con vie diritte che
si intersecano ortogonalmente dando origine alla
piazza (sulla quale si attestano edifici signorili),
fu con molta probabilità disegnata dal Principe
stesso. . Alla morte di Vespasiano, Rivarolo passa a
Scipione Gonzaga. Quest'ultimo migliora la struttura
urbanistica del paese completando l'opera di
Vespasiano. Le mura e le porte merlate sono
rinforzate e sono creati spaziosi vicoli. In paese
sono aperte Porta dell'Ospedale
(Porta Mantova) e Porta della Piazza (Porta Parma).
Dopo essere stato territorio di dominio Francese e
Austriaco nel '700, nel 1868, con la costituzione
del Regno d'Italia e la distribuzione provinciale,
Rivarolo e la sua frazione Cividale passano
definitivamente in Provincia di Mantova. La
distribuzione urbanistica del paese è stata
notevolmente influenzata dal riordino voluto da
Vespasiano Gonzaga. La caratteristica più importante
del tessuto urbano del centro storico di Rivarolo
Mantovano è senza dubbio l'impianto ortogonale dei
suoi tracciati stradali, i conseguenti isolati che
si vengono a formare e la cinta muraria perimetrale
che racchiude l'intero abitato in una forma
rettangolare. Ad una rigorosa impostazione unitaria
del tessuto urbano corrisponde un'edilizia
sostanzialmente compatta lungo tutti i fronti
stradali, in cui è particolarmente raro trovare
delle emergenze che si distinguono in modo
particolare, ad eccezione della piazza principale su
cui prospettano gli edifici più importanti, dal
Palazzo del Podestà (ora sede
comunale) al palazzo dei conti Penci, a tutti
i fabbricati prospicienti la grande piazza, posti
lungo i due lati più lunghi, che, oltre ad essere
architettonicamente significativi, sono tutti
caratterizzati da un ampio porticato, dove trovano
posto le principali attività commerciali. Al suo
interno il paese è diviso in borghi, ognuno dei
quali porta un nome antico e significativo dei
monumenti che vi sono collocati. Nel Borgo Vecchio
troviamo la Chiesa
dell'Annunciata, costruita nel 1416 sopra un
antico oratorio e ristrutturata nel 1807. La Piazza
è completamente circondata da
portici di varie epoche. Nel lato Est si
trovano i portici più antichi e la
Sinagoga, rimasta integra
nella struttura muraria. A Nord della Piazza vi è la
Torre dell'Orologio con il Palazzo Comunale eretto
nel 1400. Il lato Sud della piazza è chiuso
dall'imponente Palazzo dei Conti
Penci di Gori, costruito nel 1522, ma non
terminato; caratteristico è il sottostante porticato
in cotto. Nel Borgo di S. Rocco esisteva il convento
di S. Chiara con la Chiesa di S. Rocco, attualmente
non ben identificabili perché in gran parte demoliti
nel 1777. Il Borgo si apriva a Ovest con
porta Cremona (7)
edificata nel 1787. Borgo Nuovo è la zona del Paese
che sbocca nella Porta di Tornata, uscita chiusa nel
1847 per aprirne un'altra accanto alla
Chiesa di S. Bartolomeo: Porta
Brescia. In questo borgo, che è la parte di
paese edificata più di recente, esistono alcune
costruzioni pregevoli, oltre alla sopraccitata
Chiesa di S. Bartolomeo
(8), costruita nel 1684. Il quarto borgo del paese è
Borgo Fontana. Le tre porte di accesso al paese
ancora esistenti sono sovrastate da due torrioni
merlati. |
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Fonte
http://www.comune.rivarolo.mn.it |
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