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Il territorio
motteggianese si presenta come una striscia di terra
stretta ed allungata che fa da sponda meridionale,
per oltre 15 km, a quello che è senza alcun dubbio
il tratto più bello del Po mantovano. L'altro limite
più a sud è costituito dall'alveo dello Zara,
paleocanale di uno dei rami dello stesso Po nella
configurazione precedente quella attuale.
Fu proprio questa diversa idrografia medievale, che
vedeva il grande fiume a latitudini più basse, a far
sì che Motteggiana venisse a far parte del
territorio di Borgoforte, estremo lembo meridionale
del comitatus mantovano. Furono proprio la vicinanza
al fiume e questo valore strategico di posizione i
fattori che determinarono lo sviluppo del territorio
antico. Il controllo del fiume, dei suoi traffici e
degli attraversamenti in corrispondenza di alcuni
importanti percorsi stradali, la riscossione di dazi
e pedaggi, lo sfruttamento di grandi risorse
boschive e faunistiche garantirono a lungo la
ricchezza di questi luoghi e il loro popolamento,
testimoniato dalla presenza di ben tre pievi: di
Turriselle, di Saviolae di Runco de Rolando.
Florido fu anche il periodo di dominio della
dinastia feudale dei Canossa che vide grandi
progressi nello sviluppo agricolo, nella bonifica e
nella sistemazione agraria. I milites di Matilde
fornirono quella aristocrazia feudale terriera che
esercitò il dominio sul territorio in età comunale.
Uno di questi poli locali di controllo territoriale
fu Roncorlando, antico castrum sorto ai margini
dello Zara, già nominato nel 976. Esso rappresenta
un interessante esempio di trasformazione di quei
tanti fortilizi sorti nelle nostre campagne in età
medievale a scopo di difesa delle comunità, in corti
agricole. Qui oggi sorge infatti un grande complesso
rurale, la corte Recorlandi, già proprietà
gonzaghesca, poi trasmessa a famiglie
dell'aristocrazia cittadina mantovana, in
particolare alla famiglia Gazzini. Il progressivo
spostarsi del Po a latitudini più settentrionali e
le modificazioni politico-strategiche che videro
l'espansione mantovana all'lnsula Suzarie e alle
terre della Regona (Gonzaga, Pegognaga, Bondeno)
alterarono profondamente gli equilibri del
territorio. I centri posti sui rami padani in via di
esaurimento quali Po Vecchio e Zara andarono
inesorabilmente decadendo, mentre acquistarono
vigore quelli sul Po Nuovo. Il collegamento fra
Oltrepò e Mantova andò sempre più incentrandosi su
Borgoforte come nodo di controllo del fiume, dei
suoi traffici, del transito di superamento. Sulla
sponda opposta cominciò così a prendere corpo quella
Saviola Superiore ove il marchese Ludovico II
Gonzaga decise di creare una importante proprietà
agricola ed erigere attorno al 1472 una delle sue
più note dimore del contado, giustamente citata come
uno dei primi e più importanti esempi di residenza
che segna il trapasso dall' architettura di impronta
castellana a quella della villa rurale.
Con l'erezione della casa di Saviola, frutto della
comunanza intellettuale e progettuale fra lo stesso
Ludovico Gonzaga e l'architetto Luca Fancelli,
l'agglomerato abitativo circostante si avvia a
diventare il nucleo centrale del territorio sulla
sponda sud del Po, scalzando il primato di Villa
Saviola, sede di una curtis medievale che aveva fino
ad allora egemonizzato l'economia locale.
A partire dalla seconda metà del XV secolo il
contado mantovano è oggetto di una grande
riorganizzazione fondiaria che vede l'avvento
dell'epoca delle possessioni e delle corti da
padrone. Come testimonianza di questo fondamentale
periodo della civiltà contadina il territorio di
Motteggiana appare esemplare, perché ha conservato
pregevoli esempi di tutta la gamma tipo logica delle
corti agricole della bassa pianura mantovana.
A grandi corti nobiliari come le corti Quaranta e
Nogarola di Torricella o Tedolda di Villa Savio la,
si affiancano interessanti esempi di corti di
origine monastica come la corte Gonfo, o di corti
della grande e media borghesia terriera; infine vi
sono anche pregevoli loghini frutto della nuova fase
di frazionamento proprietario che venne imponendosi
fra la fine dell' 800 e i primi del '900.
Molte di queste strutture evidenziano il degrado che
purtroppo ha investito gran parte del patrimonio
architettonico rurale, altre sono state o sono al
contrario oggetto di meritori interventi di
consolidamento e restauro, tutte comunque meritano
di essere viste, anche solo come sfondo di un
percorso culturale di tipo ambientale. Nel
territorio di Motteggiana infatti l'aspetto
ambientale, costituito dal paesaggio del fiume e
della golena si integra mirabilmente col paesaggio
edificato delle corti..................
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Fonte
http://www.comune.motteggiana.mn.it |
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