Situato nel Medio-Alto Mantovano e
precisamente sull'Altopiano tra
Mincio e Oglio, Ceresara vanta
origini remote, come testimoniano
importanti reperti archeologici
dell’età dei bronzo e del ferro
riferibili a popolazioni celtiche
stanziate lungo il corso dei fiume
Osone. Nel I secolo a.C. il
territorio subì una radicale
trasformazione grazie alla
colonizzazione
romana, organizzata in un
sistema di fattorie, poi ripreso in
età longobarda. Il medioevo vide
sorgere i due principali monumenti
del paese: la chiesa e la torre
civica. La Parrocchiale, dedicata
alla Santissima Trinità, pur non
avendo caratteristiche
architettoniche particolarmente
rilevanti, è di origine antichissime
e pare che sia stata edificata
intorno al 1000 d.C. I recenti
lavori di sistemazione e restauro
della facciata hanno portato alla
luce nuovi elementi probanti
l'appartenenza dell'edificio allo
stile romanico. Anche il campanile
fu edificato secondo i canoni del
romanico, ma la parte più elevata,
terminante con merlatura a coda di
rondine, fu aggiunta successivamente
in sostituzione di quella originale
che era coperta da un caratteristico
cono di mattoni. L'interno, elegante
ed ordinato, denuncia a chiare
lettere la ristrutturazione barocca
avvenuta tra la fine dei XVII e
l'inizio dei XVIII secolo. La Torre
Civica, che anticamente immetteva
nel castello gonzaghesco, sorto poco
discosto da quello più antico (del
quale rimane ricordo nel toponimo
Castelvetro) fatto distruggere nel
1274 da Pinamonte Bonacolsi, è il
simbolo di Ceresara ed è fatta
risalire al XV secolo. Alla morte
del marchese
Gianfrancesco Gonzaga, Ceresara
fu assegnata, insieme ad altre terre
del mantovano, ad un suo figlio
cadetto di nome Gianlucido (o
Giovanni Lucido) che qui morì nel
1448 lasciando i suoi beni al
fratello
Ludovico II. Originario di
Ceresara fu Patrizio Tricasso,
domenicano vissuto nel XVI secolo,
studioso di chiromanzia, matematico,
astronomo e teologo.
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