Castel d'Ario
è un nome e anche un
segno di distinzione.
Fino al 1867 il paese si
chiamava Castellaro, un
nome troppo generico
derivato dalla presenza
antichissima del
castello, e troppo
confondibile con altri
castellari sparsi in
tutt'Italia. E così si
approfittò dell'amicizia
di un casteldariese
(Luigi Boldrini) con il
poeta Giosuè Carducci
per commissionargli un
nuovo nome. Con
l'abilità tipica del
linguista, Carducci fuse
storia e sonorità
musicale: il castello di
origine romana fu
attribuito al centurione
Ario, i ritmi poetici
fecero il resto. Il
Consiglio Comunale ne
restò convinto ed il 27
febbraio 1867 approvò il
nuovo nome.
Il Castello con la Torre
della fame, una festa
ultracentenaria: la "Bigolada",
ed un campione mitico
dello sport
automobilistico: Tazio
Nuvolari, che qui ha
avuto i natali, sono i
tre emblemi che possono
rappresentare Castel
d'Ario. E forse ne manca
un quarto: il risotto
alla pilota. specialità
gastronomica di
rinomanza e attrazione
turistica. Simboli
diversi che fondono
insieme stroria e
tradizione, folclore e
sport e accendono luci
d'interesse per un paese
di quattromila abitanti,
posto ad est del
capoluogo Mantova a
confine con il Veneto e
la provincia di Verona.