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Uscendo da porta San
Giorgio, fatti pochi chilometri sulla provincia che
taglia Ghisiolo, si entra in Castelbelforte. Fin
verso il 1100 gli annali parlano di poche case
sperdute, abitate da pescatori e da gente dedita
alla pastoria e al duro lavoro dei campi. Nel XII
secolo esisteva già, uno e l'altro di là del
torrente Essere che separa il paese, in due torrioni
contesi in lunghe battaglie da veronesi e mantovani.
Questi ultimi, avuta la meglio, nel XIV secolo
edificarono un castello attorno al quale si sviluppò
poi la solida geometria dell'abitato che fu chiamato
CASTELBONAFISSO. Il paese seguì le vicende del
ducato mantovano per diversi secoli servendo come
posto avanzato di difesa contro gli Scaligeri. I
torrioni furono fortificati e ampliati a gli
abitanti ebbero anche dei privilegi per i lodevoli
servizi prestati in pace e in guerra per concessione
dei governi della signoria di Mantova e della
Repubblica di Venezia, fino al 1406. Degno di nota
un documento del 1520 nel quale si fa memoria di
come gli abitanti del luogo chiedessero un
intervento diretto da parte del marchese di Mantova
al fine di far fronte ai dissesti causati dai
frequenti saccheggi bellici; nella supplica si parla
di incursioni colpevoli di avere ridotto in
condizioni talmente misere la popolazione da non
poter nemmeno più sopperire alle spese delle cariche
locali. Intanto Castelbonafisso aveva cambiato nome
assumendo quello di "DUE CASTELLI", nome con il
quale (in dialetto "CASTEI") il paecastelbelforte
medioevose è conosciuto ancor oggi non solo in tutto
il mantovano ma anche in tutto il territorio
veronese. Dopo il 1680 cominciò a chiamarsi
CASTELBELFORTE, ma solo nel 1850 questo nome diventò
ufficiale. Proprio di questo ultimo periodo sono le
più belle pagine della storia locale. Cominciamo con
i primi cospiratori Basilicà, Bonisoli e Boselli.
Quest'ultimo era un umile macellaio che recava ogni
mattina ai congiurati di Belfiore gli ordini celati
nelle stranghe del suo traballante biroccio. Il
fatto però più colorito è quello che riporta allo
scontro armato, nell'aprile del 1848 al CROSIL,
posto alla periferia del paese. Gli austriaci,
numerosi sul posto di confine fra la Lombardia ed il
Veneto e sempre sul chi va là per focolai che
preparavano la prima guerra di indipendenza, non
usavano certe mezze misure contro la popolazione.
Per un sopruso mal tollerato un giovane avvisò la
colonna Mambrini, attestata vicino al Po e formata
da volontari del nuovo corpo dei Bersaglieri. La
colonna partì per la spedizione punitiva. Facevano
parte dei volontari anche BIXIO e MAMELI e nella
marcia di avvicinamento cerso Castelbelforte dove i
"piumati" sconfissero poi gli oppressori, per la
prima volta venne cantata la canzone gloriosa del
giovane poeta-soldato passata poi alla storia come
"INNO DI MAMELI". Quando nel 1859 la Lombardia
ritornò all'Italia, Castelbelforte segnò il confine
non di una provincia o di una regione, ma adirittura
del Regno d'Italia. E chi doveva recarsi da un borgo
all'altro doveva mettersi all'occhiello una speciale
coccarda lascapassare essendo una parte del paese
italiana e l'altra austriaca.
L'aquila bicipide sull'aia di corte Mandritto
ricorda ancora l'assurdità di questi confini. Quelli
che avrebbero dovuto essere i monumenti più cari
per i Castelbelfortesi non ci sono più. Il Castello
gradatamente fu demolito per ricavare materiale
edilizio e la Torre alta e massiccia fu abbattuta
nel 1800 per scommessa, a colpi di cannone, da un
presuntuoso signorotto del luogo. Un tempo il
territorio era diviso in tre parrocchie. La prima,
forse la più antica era quella di San Giorgio,
soppressa nel 1700. La seconda era quella di San
Paolo, di cui si conserva ancora il piccolo
campanile, e la terza era dedicata a San Biagio. Nel
1856 l'accresciuta popolazione e l'unificazione
delle tre parrocchie in un unica, quella di San
Biagio, resero indispensabile la costruzione di una
nuova Chiesa. Così un secolo fa venne edificata
l'attuale Parrocchiale con una spasa di 470.000
fiorini austriaci. Oggi questa Parrocchia ha in cura
più di 2700 anime, tante quanti sono gli abitanti di
Castelbelforte, poichè il capoluogo è privo di
frazioni (Alcide Azzoni) - Tratto dal volume:
"Storia - Leggende e tradizioni dei paesi mantovani"
di E. Terenziani Edizione l'Elicottero - 1954.
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Fonte
http://www.comune.castelbelforte.mn.it |
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