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Sembra che Bigarello abbia preso il nome da "Biga"
mezzo di trasporto trainato da cavalli in uso
nell'antica Roma. Infatti, scavi effettuati nel
territorio di Bigarello in questi ultimi anni, in
particolare nella zona "Castellazzo", hanno messo a
nude abitazioni lacustri, utensili domestici in
pietra e amuleti di bronzo dell'epoca Romana, ma
veniamo ad un passato meno remoto. Bigarello è già
nominato in diploma dal 1045 da Enrico III a favore
della chiesa Mantovana. Da un documento fatto da
Bonacolso il 2 Marzo 1298 risulta che egli comperava
un podere con casa nel territorio "Bigarelli ad
villam Cuchi". Da carte del 1357 si conosce che
Ugolino Gonzaga aveva avuto dall'Imperatore Carlo IV,
nel 1354, piena potestà e giurisdizione sopra vari
castelli fra cui Bigarello. Nel 1360 il comune passò
ai Gonzaga che ne furono gli ordinari padroni sino
al 1707. Nel 1796 il paese fu saccheggiato e
distrutto dalle truppe Francesi, in transito,
dirette a Governolo.
La popolazione, meno di una cinquantina di persone,
col parroco, si era rifugiata a Verona. Oggi il
Comune di Bigarello è costituito sostanzialmente da
quattro frazioni; Stradella, Gazzo, Bazza e appunto
Bigarello dalla quale prende il nome essendovi stata
in passato la sede Comunale. La superficie del
Comune è 26,96 Kmq. Gli abitanti si aggirano attorno
ai 1700. Il territorio può vantare costruzioni
d’interesse artistico, culturale e religioso di un
certo rilievo. A Stradella, la frazione più vicina
alla Città, sorge la Chiesa della Natività della
Beata Vergine che risale al 1400. Le pareti interne
hanno spazi affrescati d’attribuzione pure
quattrocentesca, in particolare una Madonna
d’artista ignoto, ma certo di buonissima mano. Ci
sono pure tre tele, due del settecento di Felice
Campi, e una bella Natività policroma della Madonna.
Vi è inoltre una "Pietà" in terracotta, attribuibile
al 400, questa è la scultura che è portata in
processione ogni anno durante la tradizionale e
antica sagra.
Proseguendo sulla strada per Roncoferraro, girando a
sinistra prima dell'abitato di Cadè, in via del
Galeotto troviamo l'omonima "Pila dal Galliot"
edificio risalente alla metà del 1600 autorizzato,
in quel tempo, ad usare l'acqua per far funzionare i
macchinari dall'Imperatrice Maria Teresa d'Austria e
che ad acqua ha funzionato fino agli anni 60 ed è
una fra le ultime rimaste nella zona del vialone
nano. Avanzando sulla stessa strada si arriva a
Bazza, la frazione più "nascosta", dove troviamo
l'imponente costruzione detta "Il Palazzo", un tempo
bella casa padronale, con soffitti, cassettoni ed
affreschi cinquecenteschi. A Bazza vi è inoltre la
chiesetta dedicata a S. Antonio Abate eretta nel
1705. A Bigarello esiste la chiesa dei S.S. Giovanni
e Paolo costruita nel 1741, il campanile invece è
stato eretto nel 1929. A Bigarello esiste anche la
casa dove dal 1485 al 1492 visse la Beata Osanna
Andreasi, insieme al fratello Antonio, vicario
marchionale dei Gonzaga. Tra i miracoli compiuti
dalla Beata va ricordata la guarigione di Don
Genesio de Peregrini, parroco di Bigarello, il
quale, moribondo per grave malattia, fu visitato da
Osanna ed in seguito si alzò dal letto completamente
guarito. Altro edificio storico situato a Bigarello
è il mulino di Tristano Martinelli 1556 - 1631, il
celebre Arlecchino mantovano che operò in Germania,
in Francia e in Spagna, da dove ritornò in Italia
con onore e oro sonante che depositò al Monte di
Pietà di Firenze, città nella quale operò al
servizio di Ferdinando de Medici. Il mulino,
acquistato nel 1617, fu uno dei tanti investimenti
che il Martinelli fece nel mantovano e lo vincolò a
fidecommesso affinchè non uscisse mai dalla sua
famiglia, e perchè il vincolo rimanesse nella
memoria fece murare una lapide marmorea per la quale
dettò egli stesso l'epigrafe.
Copia della lapide è ancora situata nella facciata
del mulino di Bigarello, mentre quella originale si
trova in Palazzo Ducale a Mantova. Tra le
manifestazioni culturali folkloristiche e
gastronomiche che si svolgono ogni anno sul
territorio di Bigarello si segnalano: a Bazza, la
festa di S. Antonio Abate, dove è portata in
processione la statua del Santo. Al termine gli
abitanti della frazione offrono dolci a tutti i
presenti, la festa si tiene il 17 gennaio. Nella
prima metà di giugno, a Gazzo, si svolge la Festa
dello Sport e d'Arlecchino; sport e divertimento per
tutti e la degustazione di piatti tipici locali tra
i quali il famoso risotto alla pilota. Infine, il 5
Luglio la tradizionale sagra di Stradella, durante
la quale si tengono convegni d'attualità, mostre
politematiche, tornei sportivi e ove non manca la
buona cucina e il divertimento. |
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Fonte
http://www.comune.bigarello.mn.it |
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