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Italia |
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Regione: |
Lombardia |
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Provincia: |
Mantova |
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Coordinate: |
45°19′10″N
10°39′34″E
/
45.31944,
10.65944 |
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Altitudine: |
91 m
s.l.m. |
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Superficie: |
50,31
km² |
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Abitanti: |
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Densità: |
141.17 ab./km² |
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Frazioni: |
Bezzetti,
Bussacchetti-Vinandi, Castelgrimaldo, Cereta,
Contino,
Falzoni,
Ferri, Foresto, Gatti, Grazioli Coccole,
Martelli, Montagnoli, Montaldo, Paradiso,
Reale |
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Comuni contigui: |
Cavriana,
Goito,
Marmirolo,
Monzambano,
Valeggio sul Mincio (VR) |
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CAP: |
46049 |
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Pref.
telefonico: |
0376 |
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Codice
ISTAT: |
020070 |
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Codice
catasto: |
M125 |
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Nome abitanti: |
voltesi |
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Santo patrono: |
Santa Maria
Maddalena |
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Giorno festivo: |
22 luglio |
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Le origini e
l'antichità
Situata sulle prime colline moreniche prospicienti
la pianura padana, Volta Mantovana ha origini
antichissime. I primi insediamenti si possono far
risalire alla fase di Polada e alla media età del
bronzo, quando si formarono piccole comunità sulle
colline moreniche e lungo il corso del fiume Mincio
(Isolone del Mincio). Il territorio, intensamente
abitato da popolazioni celtiche, non sfuggì alla
penetrazione degli Etruschi ed alla colonizzazione
dei Romani, come ci documentano molte testimonianze
e vari reperti archeologici riferibili a quelle
epoche ed ora custoditi, in prevalenza, nel museo
archeologico di Cavriana. Tale situazione è dovuta
alla particolare posizione geografica del
territorio, posto sulle colline tra il lago di Garda
e la pianura, solcato dal fiume Mincio e situato
vicino alla Postumia e ai margini settentrionali
della centuriazione triumvirale.
La curtis e il castrum
Durante questi secoli ed anche dopo le invasioni
delle popolazioni germaniche, gli insediamenti si
svilupparono gradualmente, acquistando anche una
certa consistenza e importanza tanto che a
protezione dei suoi abitanti e delle loro attività
economiche sorsero, probabilmente nel IX o X secolo,
alcune fortificazioni. Fin dall'alto medioevo,
certamente prima del Mille, si andarono strutturando
quella curtis e quel castrum che tra la fine del X e
gli inizi dell'XI secolo vennero inclusi nel sistema
economico e difensivo della potente famiglia
Canossa, che estendeva il suo dominio dalla Toscana
alle colline moreniche mantovane. Con le donazioni
di Beatrice e Matilde di Canossa (1053 e 1073) la
corte, il castrum e le terre di Volta, nonché il
borgo di Cereta, passarono tra i beni del Vescovo e
dei Canonici della Cattedrale di Mantova che ne
mantennero il possesso per moltissimi anni.
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Fonte
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