I
primi dati certi sull'origine di
Suzzara sono riferibili alla
parte finale del IX secolo in un
periodo di piena dominazione
franca in Italia; la fine del X
secolo vede imporsi nel cuore
della Padania un nuovo centro di
potere: i Canossa, che grazie al
sostegno di Ottone I, ottennero
le contee di Reggio, Modena e
Mantova.
Nel
periodo della nascita delle
realtà Comunali, Suzzara assume
un ruolo strategico essendo a
ridosso della frontiera fra
Mantova e Reggio Emilia.
Di
questo periodo è l'origine del
castello, e successivamente,
della sua torre.
Uno
dei personaggi più emblematici
del XII secolo fu Guido
da Suzzara,
giureconsulto della Scuola
bolognese di Irnerio e del
fiorentino Accursio.
Egli fu titolare nel 1260 della
cattedra di diritto civile a
Modena, successivamente a Napoli
al seguito di Carlo d'Angiò, a
Reggio Emilia ed infine a
Bologna.
Nel
1383 Suzzara passò sotto il
potere dei Gonzaga e vi rimase
sino al 1710, quando assieme al
Ducato di Mantova passò sotto il
dominio di casa Asburgo.
La
partecipazione di Suzzara alla
storia del Risorgimento è
rilevante, esisteva infatti una
Società (forse carbonara)
composta da uomini di ogni
classe sociale, nostalgici del
Regime Napoleonico in quanto
timorosi di perdere la libertà e
i diritti goduti sotto il Regno
d'Italia come stato nazionale.
A
tutte le guerre di Indipendenza
i volontari suzzaresi accorsero
numerosi pagando un forte
tributo di sangue.
Nel
1868 nasceva la Società Operaia
di Mutuo Soccorso e, pochi anni
più tardi, le condizioni
miserande del proletariato
agricolo davano vita alle prime
agitazioni e al movimento
contadino di protesta "La boje"
(1884-1885).
Alla fine della seconda Guerra
Mondiale, Suzzara diventa il
polo industriale più importante
della provincia, e pur
mantenendo una forte
connotazione agricola, vede
nell'industria e nelle attività
terziarie i principali elementi
dell'economia.
La
città presenta oggi un vivace
tessuto culturale, sociale,
economico e commerciale.