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Le origini
San Martino dall'Argine sorge su un antico argine
naturale del fiume Oglio. I due importanti siti
archeologici di Valle dell'Oglio e Valle Bugni
testimoniano che la zona è stata interessata da
insediamenti palafitticoli fin dall’età del Bronzo (III-I
millennio a.C.). La presenza romana riguarda le
località Valle e Motte-Coppine, ma è poco
documentata.
Il Medioevo
Bisogna giungere all'anno 759 per sentire parlare di
San Martino. E' in questa data che, secondo
l’ipotesi più accreditata, il re longobardo
Desiderio donò il feudo corrispondente all'attuale
territorio del comune all’abbazia benedettina di
Leno, nel bresciano. I monaci benedettini che
giunsero dopo la donazione di Desiderio denominarono
queste terre "Sancto Martino in Arzeno" e avviarono
la bonifica di vaste aree paludose. Il monastero di
Leno aveva potere sia spirituale sia temporale sulle
terre possedute.
L’esistenza stessa del monastero si concluse nel
1479, quando esso, con un provvedimento del papa
Sisto IV, venne concesso in commenda. In quell’anno
la chiesa di San Martino, staccata dopo secoli
dall’abbazia di Leno, passò sotto le direttive
ecclesiastiche del vescovo di Cremona. Durante il
Medioevo il paese era una contea rurale, come altri
abitati situati al margine dei terrazzi fluviali
costruiti dall’Oglio. I conti rurali erano signori
feudali che erigevano piccoli castelli, torri,
rocche e cinte murarie e controllavano l’area di
confine dell’oltre Oglio. Secondo Ferrante Aporti,
San Martino dai primi anni del secolo XIII (1207)
godeva di una certa autonomia che si consolidò
definitivamente attorno al 1297. Nel 1306 il paese
conobbe la furia devastatrice degli eserciti alleati
dei Mantovani e dei Veronesi che lo depredarono.
La dominazione dei Gonzaga
Nel 1404 il territorio fu occupato dai Gonzaga che
vi insediarono una guarnigione, per cui i Cavalcabò,
che imponevano la loro autorità su Bozzolo,
cominciarono a temere la potente signoria che si
affacciava in quell’area. Così Carlo Cavalcabò firmò
un trattato di alleanza con Francesco Gonzaga il 3
gennaio 1406, data storica che sancisce
l’occupazione definitiva di San Martino da parte dei
signori di Mantova, i quali ebbero la formale
investitura dagli abati di Leno. In seguito
all’espansione del dominio gonzaghesco il paese,
terra già bresciana e poi cremonese, divenne
mantovano solo nei primissimi anni del Quattrocento.
Nel 1478 Bozzolo, Commessaggio, Gazzuolo, Pomponesco,
Rivarolo Mantovano, Sabbioneta, San Martino
dall'Argine, a cui si aggiunsero in seguito Isola
Dovarese e Ostiano, entrarono a far parte di un
“condominio signorile marchionale” assegnato per
testamento da Ludovico II marchese di Mantova ai
figli cardinal Francesco e Giovan Francesco.
Autonomo rispetto ai Gonzaga di Mantova e dipendente
solo dall’impero, passò agli eredi di Giovan
Francesco: le terre che costituivano il
“condominio”, in ogni generazione, col consenso
imperiale, vennero ridistribuite ai membri della
famiglia, che vi risiedevano, le governavano e nel
giro di qualche decennio le abbellirono. Il
“condominio marchionale” diventò principato nel 1594
con Giulio Cesare Gonzaga, che scelse Bozzolo come
capitale. Questa caratteristica “condominiale”
contribuisce a creare un’aria urbanistica familiare
a tutti i paesi dell’oltre Oglio. Nel secondo
Cinquecento e nei primi anni del Seicento San
Martino ebbe un ruolo di piccola capitale dal
pregevole tessuto urbanistico e fu residenza dei
Gonzaga. Tra le figure di maggior rilievo ricordiamo
il cardinale Scipione, che fece erigere la chiesa
parrocchiale o chiesa Castello, ultimata solo molto
tempo dopo la sua morte. Nel Seicento Isabella
Gonzaga di Novellara e il figlio Scipione emanarono
gli Statuti, importanti provvedimenti legislativi
atti a garantire ai sudditi una vita tranquilla e
sicura. Ma il Seicento è anche un periodo
travagliato durante il quale San Martino subisce
saccheggi (1625) e devastazioni e vive il dramma
della peste (1630) di manzoniana memoria. Nel 1630
vengono bruciate le carte pubbliche da parte dei
francesi o dei tedeschi, per cui molta
documentazione è andata perduta. Nel Settecento si
assiste alla progressiva crisi della signoria
gonzaghesca: nel 1703 muore senza eredi
Gianfrancesco, figlio di Scipione, pertanto anche
San Martino, che fa parte del principato di Bozzolo,
passa al duca di Mantova Ferdinando Carlo. Egli
però, dichiarato fellone, viene detronizzato, così
nel 1708 il principato e il ducato vengono assegnati
ai Gonzaga di Guastalla fino al 1746.
La dominazione austriaca
Dal 1748 il principato di Bozzolo e il ducato di
Mantova passano sotto il dominio austriaco, come
feudi dell’impero. Nella seconda metà del Settecento
una riforma importante per il paese è il catasto
teresiano, che vuole realizzare un sistema fiscale
più equo e che farà tramontare i privilegi dei
nobili e del clero.
Ferrante Aporti
Nella prima metà dell’Ottocento la fama di San
Martino è legata a Ferrante Aporti, figura eminente
nel panorama della cultura mantovana risorgimentale.
Sacerdote, pedagogista, filantropo, Aporti fondò qui
la prima scuola infantile dei borghi rurali
nel 1834.
(collegamento alla pagina di Ferrante Aporti)
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Fonte
http://www.comune.sanmartinodallargine.mn.it |
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