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SAN GIACOMO
DELLE SEGNATE |
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Le origini
E' da presumersi che almeno una porzione
dell'attuale territorio del Comune, fosse parte dei
legati coi quali Tebaldo di Canossa fondò, corrente
l'anno 1007 dopo Cristo, l'abbazia benedettina
dell'isola del Polirone. Tuttavia, stando alle
ricerche più recenti, si ritiene degna di attenzione
e non priva di suffragi la tesi secondo la quale la
corte ''della Signada'' e la contrada annessa, siano
entrate a far parte dei possedimenti benedettini
giurisdizionati dalla corte e dal castello di
Quistello intorno alla metà del XIII secolo. In
precedenza il territorio ricadeva nell'orbita del
comitatus reggiano, nonché - secondo un non
facilmente districabile nodo di poteri giustapposti
- del grande feudo canossano del Bondeno di Roncore.
Nel corso dei primi decenni del 1200 tuttavia,
l'influenza dei benedettini e, per essi, dei poteri
comitali mantovani (comunali prima, di piccola
signoria locale poi), portarono ad una dilatazione
espansiva dei confini delle terre del monastero e
giunsero senz'altro ad inglobare stabilmente tanto
la corte delle Segnate, quanto il borgo sorto in
prossimità della torre del Brazzolo (''braccio'' del
fiume Bondeno che divideva letteralmente in due
parti l'abitato della Signata Inferior) e del Salice
della guarda: non a caso due presidi fortemente
simbolici, due attestati di confine, due segni
inequivocabili dell'avvenuto passaggio della corte e
del borgo nella sfera del potere mantovano. Dagli
anni della costruzione della torre sul Brazzolo
(idronimo sul quale in seguito prevarrà quello di
Fossegone), fino alle campagne napoleoniche, queste
terre furono benedettine - mantovane (gonzaghesche
fino al 1707) con qualche parentesi (limitatamente
alla corte) mirandolese (Lucrezia Pico). Col
Risorgimento e l'Unità, San Giacomo diventa frazione
del Comune di Quistello, per poi riscattarsi e
diventare a sua volta Comune autonomo nel 1924 (in
forza della legge 10/08/1922). Il nuovo Comune
comprendeva una popolazione di circa 3000 abitanti
così distribuiti: 907 nel capoluogo e 2255 in
campagna. Oggi, al centro del paese vi è la Chiesa
dedicata a San Giacomo, elemento giurisdizionale più
antico che ne determinò e ne segnò i confini. San
Giacomo fu patria di nobili casate a tuttoggi
estinte: la vecchia famiglia dei conti Bonatti, i
marchesi Aldegatti (che donarono i terreni ove sorse
la Chiesa) e la famiglia Arrigoni (di cui rimane una
stupenda Villa). Attività economica prevalente era,
ed è ancora, quella agricola con connessi piccoli
laboratori artigianali.
Il nome
Come si diceva sopra - e stando agli studi di
Rezzaghi (1928) e di Calzolari - Parmigiani (1997 e
2003) - il nome deriva assai probabilmente dalla
funzione di forte segnatura di confine assunta, nei
secoli, dalla corte (Signata Superior) e dalla
contrada della torre (Signata Inferior). Il toponimo
San Giacomo, compare più di due secoli dopo la
nascita dei due nuclei sopra menzionati e cioè
quando, poco dopo il 1450, viene eretta la prima
parrocchiale dedicata appunto a San Giacomo Apostolo
(crediamo per contiguità, continuità e, forse,
rivalità, col vicino San Giovanni del Dosso).
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Fonte
http://www.comune.san-giacomo-delle-segnate.mn.it/ |
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