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Stato: |
Italia |
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Regione: |
Lombardia |
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Provincia: |
Mantova |
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Coordinate: |
45°1′0″N
10°59′0″E
/
45.01667,
10.98333 |
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Altitudine: |
16 m
s.l.m. |
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Superficie: |
45
km² |
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Abitanti: |
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Densità: |
129,2 ab./km² |
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Frazioni: |
Nuvolato, San
Rocco, Santa Lucia, Zambone |
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Comuni contigui: |
Concordia sulla Secchia (MO),
Moglia,
Quingentole,
San Benedetto Po,
San Giacomo delle Segnate,
San Giovanni del Dosso,
Schivenoglia,
Sustinente |
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CAP: |
46026 |
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Pref.
telefonico: |
0376 |
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Codice
ISTAT: |
020047 |
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Codice
catasto: |
H143 |
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Nome abitanti: |
quistellesi |
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Santo patrono: |
San Bartolomeo
apostolo |
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Giorno festivo: |
24 agosto |
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Nel testo " Quistello nei secoli andati" d'Ugo
Ruberti del 1979, si narra che fosse presente nei
nostri luoghi , un castello donato ai frati
benedettini dell'Abazia di S. Benedetto Po , nel
1007 da Teodoaldo di Canossa, insieme alla corte e
alla chiesa del paese. La costruzione si trovava
nella parte più occidentale del comune detta "delle
fosse" per i fossati che la cingevano. Attorno al
castello iniziò ad erigersi il borgo che come appare
dai primi documenti era chiamato: CUSTELLO.
L'origine del toponimo del paese non è ancora chiara
perché nell'arco degli anni molti sono stati i
possibili appigli.
Il castello nei primi trecento anni di governo dei
benedettini era oggetto di numerosi saccheggi , così
l'Abate Rodolfo pensò di incaricare tramite
investitura , Lodovico III° di Gonzaga , della
difesa del castello e delle sue terre. Egli,
interessato alla posizione veramente interessante
dell'edificio per il controllo del territorio a sud
delle proprietà gonzaghesche, sfruttò la situazione
a suo favore. Lodovico, infatti, sistemò e ampliò
tra il 1370/'80 le mura di cinta e i sistemi di
difesa del castello spendendo una grossa cifra di
denaro e l'Abate che non era certo in grado di
restituire la somma dovette compensare con la
cessione del castello e delle proprietà attigue al
Gonzaga ed ai suoi eredi. L'unico obbligo che aveva
"il Magnifico Lodovico" era la fornitura di cera
annuale all'Abazia di S. Benedetto.
Il castello deve aver avuto un'innegabile
importanza, aspetto formidabile e mirabile imponenza
di fabbricati, torri (una grande "turris magna" e
una nuova "turris nova"), un muro di difesa di
perimetro alto dodici tredici braccia, (circa sei
metri) che chiudeva tutto il quadrilatero entro il
quale si trovavano la casa del vicario, le dimore
del presidio e altre ancora, "per quanto ne dice il
documento della prima investitura".
I Gonzaga possederono così il castello fino al
secolo XVII° (1708) quando fu abbattuto per vetustà
per editto austriaco, ma il borgo antico che era
sorto attorno alla grande costruzione ancora oggi
influenza la conformazione urbanistica del centro
storico.
Nel 1734 il paese è testimone delle guerra di
secessione polacca; gli storiografi francesi la
chiamano "echec de Quistello" , perché gli austriaci
riuscirono a prendere di sorpresa l'accampamento del
generale Broglie che riuscì a stento a fuggire verso
quello alleato dei Sardi dopo aver attraversato il
Secchia.
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Fonte
http://www.comune.quistello.mn.it |
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